Con l'arrivo dell'autunno a molti di noi vien voglia di prendere il cesto ed andare in gita nei boschi  per   raccogliere le castagne ed i marroni, un frutto coltivato da secoli in tutte le nostre colline  italiane. Se siete dei veri golosi  di caldarroste sarebbe bello organizzare un fine settimana per la raccolta di questo frutto genuino nelle zone che hanno ottenuto il riconoscimento IGP o DOP dall'Europa. 

Prima della raccolta delle castagne e della scelta del luogo, bisogna però informarsi presso le organizzazioni turistiche, le pro loco, gli agriturismi, dov’è possibile raccoglierle nei boschi in cui la raccolta è libera, scegliendo i parchi pubblici di proprietà del comune o della regione. La raccolta delle castagne nei terreni dei contadini privati costituisce un furto, quindi consigliamo di prestare attenzione nella scelta dei boschi.


Castagna di Cuneo

La castagna di Cuneo allo stato fresco, presenta una pezzatura minima di 110 frutti al kg, colorazione esterna del pericarpo dal marrone chiaro al bruno scuro. La trovate tra i monti e le valli del Piemonte, nella provincia di Cuneo, tra il Po e il Tanaro. Dal 13 al 15 ottobre 2017 si svolgerà la Fiera nazionale del Marrone.

Marrone del Mugello

Il marrone del Mugello IGP ha una pezzatura medio-grossa, una forma ellissoidale, una faccia laterale piatta e l’altra convessa. La base è in genere piatta e di colore più chiaro rispetto al resto del frutto. La polpa è bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. Questo marrone lo trovate in tutta l’area del Mugello, in Toscana nella provincia di Firenze ed è perfetto per caldarroste, marron glacé e per la tipica torta di marroni di Marradi, dove ogni fine settimana di ottobre si tiene l’annuale Fiera del Marrone

Castagna del Monte Amiata

La Castagna del Monte Amiata (IGP) è un prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione geografica protetta. La zona di produzione è l'area occidentale del Monte Amiata, vulcano spento che si staglia nel cuore dell'Italia centrale, ed in particolare i territori dei comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora e Seggiano e parte dei comuni di Cinigiano e Roccalbegna

Comunque la trovate su tutte le pendici occidentali del Monte Amiata, tra le province toscane di Grosseto e SienaIn questo posto, le castagne di grosse dimensioni vengono raccolte fin da settembre, poi immerse in acqua e asciugate al sole prima di essere preparate con l’arrostitura che ne esalta la dolcezza, oppure utilizzate per il castagnaccio o la polenta di castagne.


Castagna di Vallerano

L’area di produzione è esclusivamente il territorio del Comune di Vallerano, una terra con caratteristiche particolari che rende adatta la crescita di questo prodotto. E' una castagna gustosa, dalla polpa bianca e croccante, ha un sapore dolce ed è resistente alla cottura e presenta ottime caratteristiche organolettiche.

Proviene dai frutti delle varietà Castanea Sativa Miller ed ha una pezzatura media-grossa o anche piccola. La raccolta, che avviene tra il 20 settembre e il 10 novembre, è effettuata a mano o con macchine raccoglitrici aspiratrici. Un prodotto diventato ingrediente fondamentale di tanti piatti tipici della zona come la zuppa, i secondi di carne, dolci e marmellate.

Castagna di Montella

La prima castagna DOC, fin dal 1987, e tra le più pregiate d’Italia. Le caratteristiche distintive della"Castagna di Montella" IGP sono rappresentate da una pezzatura media o medio-piccola (75-90 frutti per Kg) e la forma rotondeggiante del frutto, con faccia inferiore piatta, base convessa e sommità ottusa mediamente pelosa. Questa tipologia di castagna si raccoglie in Campania, nella zona di Montella, nei boschi dell’appennino avellinese.

Marrone della Val di Susa

La denominazione “Marrone della Valle di Susa” indica il frutto ottenuto da 5 tipologie di marroni coltivati da millenni in quest’area del Piemonte: il marrone di San Giorio di Susa, il marrone di Meana di Susa, il marrone di Sant’Antonino di Susa, il marrone di Bruzolo e il marrone di Villar Focchiardo, tutti medio grandi, croccanti, dolci e ricchi di sapore e profumo. 

La zona di produzione comprende l'intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Torino: Almese, Avigliana, Borgone Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Chianocco, Chiomonte, Chiusa San Michele, Condove, Exilles, Giaglione, Gravere, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Novalesa, Rubiana, Salbertrand, San Didero, San Giorgio di Susa, Sant’Ambrogio di Torino, Sant’Antonino di Susa, Susa, Vaie, Venaus, Villar Dora, Villar Focchiardo.


Marrone di Castel del Rio

La media Valle del Santerno racchiude antiche selve di grandi castagni. Qui nasce e cresce Il Marrone di Castel del Rio. Si distingue dalla castagna non tanto per la dimensione quanto per la forma, oblunga, e per la qualità della polpa fine, di sapore dolce e intenso. Questo frutto lo troviamo nella zona  tra i comuni di Castel del Rio, Fontanelice, Casal Fiumanese e Borgo Tassignano in provincia di Bologna.

Marrone di Caprese Michelangelo

La zona di produzione di questo eccezionale marrone Dop è individuabile nel territorio del comune di Caprese Michelangelo e limitrofi, nella provincia di Arezzo. Un frutto dolce e croccante adatto all’arrostitura e per la preparazione dei marron glacé.

Marrone di Combai

Un marrone dolce, profumato e croccante di pezzatura generosa, coltivato sin dal Medioevo in Veneto nei comuni della provincia di Treviso tra il fiume Piave e il confine con il Friuli Venezia Giulia. Il Territorio interessato alla produzione del Marrone di Combai sono i Comuni di Cordignano, Sarmede, Fregona, Vittorio Veneto, Revine Lago, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, Valdobbiadene e Segusino (TV).

Marrone di San Zeno

Il marrone della sponda veronese del lago di Garda, coltivato fra i 250 e i 900 metri sul livello del mare del veneto monte Baldo. La zona di produzione e trasformazione del Marrone di San Zeno comprende una ben determinata porzione di questo territorio, fra il lago di Garda e il fiume Adige, nei comuni compresi nella Comunità montana del Monte Baldo: Brentino-Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Costermano, Ferrara di Monte Baldo e San Zeno di Montagna.

Marrone del Monfenera

Il Marrone del Monfenera è un prodotto agricolo tipico del Veneto. La coltivazione coinvolge 19 comuni della provincia di Treviso, compresi tra la pedemontana del Grappa e il Montello.

Marrone di Roccadaspide

Due varietà, Abate e Nzerza, coltivate in Campania in diversi comuni del Cilento, in provincia di Salerno, nei castagneti dei Monti Alburni e nella valle del Calore, dove si possono degustare conserve di castagne sciroppate, cioccolatini e altri dolci tradizionali. 

Castagne del Pollino

Nel Parco Nazionale del Pollino, così come in tutta la Basilicata, i boschi di castagno non mancano affatto.

Da Castelluccio (PZ) a Rotonda, da Viggianello a San Severino Lucano, sono molte le aree che possono regalarvi benessere e serenità.

I castagneti si trovano fra i 300 e i 1000-1200 m.s.l.m., adattandosi a temperature medie annue comprese fra 8 °C e 15 °C.