LACONI
ISILI
SENIS
SAMUGHEO
ASSOLO
MARMILLA
BARUMINI
GESTURI

Silenziosa, accogliente, confortevole.


dista 6km da laconi

18 da isli

Borgo piccolo e suggestivo si adagia sulle pendici del Monte Majore e si trova al confine settentrionale della Marmilla. È circondato da un habitat naturale suggestivo e di forte richiamo ambientale e naturalistico. Ampie vallate, sorgenti e conformazioni rupestri ospitano una fauna e una flora ricchissime. L′area di Nureci risulta abitata già a partire dal neolitico. Diversi sono i ritrovamenti di grande rilevanza a partire dalle industrie litiche di ossidiana e marna. In località "Murtas" è stata rinvenuta una struttura circolare che gli studiosi riconducono ad una probabile presenza di un recinto megalitico. Risalenti all′epoca nuragica sono censiti più di ventuno siti.



Questi complessi dovevano ricoprire la funzione di attento controllo di tutto il territorio. Fra i nuraghi più importanti per tipologia costruttiva il nuraghe "Attori", al confine col territorio del comune di Genoni, il nuraghe "Giuerri Mannu", confinante con i territori di Senis e Assolo, e il nuraghe "Santa Barbara". Risalirebbero invece al periodo punico sia i resti murari di "Pranu Ollastu" che un forte situtato in località "Corona ′e su Crobu". Il primo nucleo abitativo di Nureci che ha mantenuto l′attuale conformazione urbana si è sviluppato durante il medioevo, quando il paese entrò a far parte del giudicato di Arborea. In questo periodo infatti, gli abitanti del piccolo borgo di Genadas lasciarono le loro abitazioni a causa dei continui assalti dei briganti e si stabilirono nell′attuale sito di Nureci.



Nei pressi della chiesetta campestre della Madonna d′Itria sono presenti ancora dei ruderi risalenti al primo insediamento del piccolo borgo. La struttura urbana del paese ha conservato le caratteristiche tipiche dell′antico paese contadino e pastorale. Il paese conta circa quattrocento abitanti e vive prevalentemente di produzioni a carattere agricolo e pastorale anche se negli ultimi decenni si stanno sviluppando attività legate all′estrazione e alla lavorazione della pietra. L′ambiente naturale che circonda l′abitato di Nureci offre spunti e sorprese di notevole pregio. Dalle architetture naturali dei graniti e dei calcari alla ricchezza della flora e della fauna che regalano al territorio tonalità e paesaggi suggestivi. Dentro il centro abitato si trova il Museo Permanente della Natura che presenta e ripropone le peculiarità dell′ambiente naturale del territorio. Il Museo è dotato di moderni sistemi multimediali di consultazione e informazione. Tra le feste religiose si distinguono le festa dedicata alla Madonna d′Itria il martedì dopo la domenica di Pentecoste, la festa di Santa Rita il 22 maggio, Sant′Ignazio da Laconi la seconda domenica di ottobre e la festa di Santa Barbara protettrice dei minatori il 4 dicembre.


Storia e Archeologia


L′area di Nureci risulta abitata già a partire dal neolitico. Diversi sono i ritrovamenti di grande rilevanza a partire dalle industrie litiche di ossidiana e marna. In località "Murtas" è stata rinvenuta una struttura circolare che gli studiosi riconducono ad una probabile presenza di un recinto megalitico. Risalenti all′epoca nuragica sono censiti più di ventuno siti. Questi complessi dovevano ricoprire la funzione di attento controllo di tutto il territorio. Fra i nuraghi più importanti per tipologia costruttiva troviamo il nuraghe "Attori", al confine col territorio del comune di Genoni, il nuraghe "Giuerri Mannu", confinante con i territori di Senis e Assolo, e il nuraghe "Santa Barbara". Risalirebbero invece al periodo punico sia i resti murari di "Pranu Ollastu" che un forte situtato in località "Corona ′e su Crobu".
Il primo nucleo abitativo di Nureci che ha mantenuto l′attuale conformazione urbana si è sviluppato durante il medioevo, quando il paese entrò a far parte del giudicato di Arborea. In questo periodo infatti, gli abitanti del piccolo borgo di Genadas lasciarono le loro abitazioni a causa dei continui assalti dei briganti e si stabilirono nell′attuale sito di Nureci. Nei pressi della chiesetta campestre della Madonna d′Itria sono presenti ancora dei ruderi risalenti al primo insediamento del piccolo borgo.
I reperti archeologici nurecesi, risalgono a migliaia di anni fa. I ritrovamenti sono avvenuti nelle campagne nurecesi come "Nuraxi", "Perdonadas", "Pranomonte".
Tra i reperti più interessanti sono sicuramente i fossili ritrovati nel territorio comunale di Nureci.
Questi reperti sono esposti e visitabili presso il centro sociale (via Parrocchia) in attesa dell′apertura del museo archeologico (via Santa Barbara).
Nello stesso centro sociale è adibita la "Mostra permanente della Natura", una raccolta fotografica sulla flora e la fauna locale



Gastronomia


Focus




La Gastronomia di Nureci, fatta di piatti semplici e genuini, preparati con i prodotti tipici del territorio, si colloca nelle usanze culinarie tipiche dell′Alta Marmilla che conserva antichi sapori e una storia gastronomica che fonda le proprie radici nelle tradizioni e nella cultura agropastorale fatta di lavoro dell′uomo e di rispetto per l′ambiente.
Tra i piatti che i visitatori possono assaporare nel territorio di Nureci troviamo i ravioli tipici, i secondi di carne con il classico maialetto arrosto aromatizzato con le foglie del mirto, il pollo ripieno (sa pudda a prenu), i piedini di maiale in gelatina. Ricca la produzione di formaggi di pregevole gusto e con lavorazione artigianale e dolci tipici preparati con arte dalle donne del paese tra i quali possiamo trovare: gueffus, pani e saba, gateau, biancheddus ecc. La preparazione del gateau, dolce tipico della zona, merita una menzione speciale perché rappresenta una vera e propria arte culinaria che trova la sua massima espressione per i matrimoni dove le donne riescono a dar vita a splendide figure


Feste e Sagre


Feste religiose

Tra le tradizioni popolari più sentite e attese dagli abitanti di Nureci merita una menzione particolare l′accensione dei fuochi di San Sebastiano, una festività che si ripete ogni anno il 19 gennaio. Questa ricorrenza sin dai tempi più antichi aveva una funzione propiziatoria per un′annata di abbondanti raccolti.
Presso la Chiesa campestre della Madonna d′Itria, il martedì dopo la domenica di Pentecoste si svolge la festa religiosa omonima. Il lunedì la Madonna viene condotta in processione al santuario accompagnata da gruppi folkloristici festanti. Il martedì si svolgono festeggiamenti religiosi e civili che si concludono con il simulacro che viene riaccompagnato in processione nella chiesa parrocchiale di Nureci.
Un′altra festività molto sentita a Nureci è la festa di San Giacomo Apostolo e Sant′Anna che si tiene il 25 e 26 luglio.
Le altre feste religiose di una certa rilevanza di Nureci sono La festa di Santa Rita il 22 maggio e la festa di Santa Barbara protettrice dei minatori il 4 dicembre.



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Paese e Territorio


Focus
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Il piccolo e suggestivo borgo di Nureci si trova sulle pendici del Monte Majore nel confine settentrionale della Marmilla.
Nureci, ultimo paese della provincia di Oristano, è racchiuso dai quattro paesi Genoni, Senis, Asuni e Laconi e la sua posizione strategica, al confine settentrionale della Marmilla, e il nome stesso, rivelano una possibile funzione del paese, in passato, di baluardo nei confronti delle invasioni barbaricine.
Al paesaggio tipico della Marmilla, con le ondulazioni e le vallecole marnose, si contrappone l′inconsueta mole granitica del monte Majore, con aspetti quasi “galluresi” fatti di spuntoni rocciosi e pareti verticali.
Proprio sopra il paese, sul ciglio dello strapiombo granitico, si trova il magnifico, e per alcuni versi misterioso, recinto megalitico di Corona e Crogu, raggiungibile da un piccolo parco costruito all′uscita del paese, verso Asuni.
La possente cinta muraria fatta di enormi massi di granito, con all′interno strutture secondarie di massi più piccoli, dovrebbe risalire alla dominazione punica, anche se non si può escludere un′origine più antica.
Molto bello e suggestivo il paesaggio del versante della Giara, dominato dal Nuraghe Attori dove è presente un fitto bosco-macchia, con erica fillirea e corbezzolo; lo si percorre a fatica, seguendo le tracce dei cinghiali.
Nel centro abitato spiccano il palazzo baronale dei Touffani, numerosi edifici risalenti ai primi dell′ottocento con i tipici portali, architravi, balconi che meritano di essere custoditi proprio per la loro bellezza e antichità, vecchie case contadine e un vecchio tipico quartiere.
Per rendere più caratteristico il paese, pochi anni fa, le strade del centro storico sono state ricostruite in ciottolato, contornandole di piazze e abbellendo il tutto con fontane e pregevoli murales.










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